Goals.16'Cherki, 18'Havertz, 67'Haaland,
Manchester City. Donnarumma; Nunes, Khusanov, Guehi, O'Reilly; Rodri (Nico Gonzalez 88), Bernardo Silva; Semenyo, Cherki (Foden 84), Doku (Savinho 88), Haaland.
Subs. Ait-Nouri, Marmoush, Stones, Trafford, Rijnders,
Manager. Pep Guardiola
Arsenal. Raya; Mosquera (White 74), Saliba, Gabriel, Hincapie; Rice, Zubimendi (Gyokeres 84); Eze (Trossard 74), Odegaard, Madueke (Martinelli 46); Havertz.
Arsenal. Raya; Mosquera (White 74), Saliba, Gabriel, Hincapie; Rice, Zubimendi (Gyokeres 84); Eze (Trossard 74), Odegaard, Madueke (Martinelli 46); Havertz.
Subs. Kepa, Lewis-Kelly, Noorgard, Gabrial Jesus, Dowman,
Manager. Mikael Arteta
Booked. Mosquera, Gabriel, Haaland, Guehi,
Referee. Anthony Taylor
Attendance.
Table. 70.Arsenal, 67.Manchester City, 58.Manchester United,Aston Villa, 55.Liverpool, 48.Chelsea,Brentford,Bournemonth, 47.Everton,Brighton..
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Missione compiuta. Il Manchester City riapre ufficialmente la Premier prendendosi con merito la “finale” con l’Arsenal. Il 2-1 decretato da Erling Haaland al 65’, sigillo decisivo di una gara spettacolare e molto aperta, porta la squadra di Guardiola a -3 dalla capolista e offre la possibilità di aggancio a quota 70, a parità di partite, in caso di successo mercoledì nell’anticipo che il City giocherà a Burnley, penultimo. La partita che tutti aspettavano, la “finale” tra le uniche due pretendenti al titolo, non ha deluso. Ha confermato che il City, nonostante un’inattesa papera di Gigio Donnarumma poi riscatta nel secondo tempo, in questo momento è superiore. Ha ribadito che l’Arsenal, decisamente più vivo rispetto allo 0-0 di mercoledì con lo Sporting, sta arrivando in debito di energie fisiche e soprattutto mentali a questo finale di stagione dove la linea tra trionfo e fallimento è clamorosamente sottile.
Nemmeno il primo errore coi piedi di Donnarumma, una clamorosa papera che al 18’ ha regalato il pareggio a Havertz e all’Arsenal appena due minuti dopo che Cherki aveva splendidamente portato avanti il City, è riuscito a togliere convinzione alla squadra di Guardiola. Pep sta insistendo su una formazione titolare e sta ottenendo le risposte che cercava, quel miglioramento costante che gli ha permesso di vincere anche questa sfida con l’Arsenal. L’ha chiusa Haaland, col suo primo gol in Premier dopo due mesi di astinenza, ma gli uomini decisivi del City sono stati altri. Cherki, per cominciare, migliore in campo ben oltre lo splendido 1-0. Bernardo Silva, gladiatorio in mezzo al campo nel secondo tempo; Khusanov, quasi insuperabile dietro. Donnarumma si è riscattato con due parate da fenomeno nel secondo tempo e l’intuizione che ha avviato l’azione del 2-1, la fortuna ha dato una mano per i due pali colpiti dall’Arsenal. Il City ora ha una serie aperta di quattro vittorie in tutte le competizioni (due volte contro i Gunners, poi Liverpool e Chelsea), in campionato non perde dal 17 gennaio, 10 partite fa, e continua ad avvicinare il livello che serve per vincere la Premier. Quello che sembra aver perso l’Arsenal. Ha giocato meglio rispetto alle ultime uscite, ma nelle ultime sei partite ha perso quattro volte evitando la sconfitta solo con lo Sporting. La squadra di Arteta ha perso la sicurezza in difesa su cui ha costruito la sua fuga, è alla perenne ricerca di una scintilla offensiva. Certo, se al 95’ Havertz non avesse mandato di un soffio sopra la traversa un gran colpo di testa da centro area questa partita non avrebbe l’amaro sapore di una sconfitta che rischia di compromettere una stagione. Quella Premier che l’Arsenal ha avuto in mano per mesi, però, sta lentamente scivolando via. E l’avversario che i Gunners dovranno superare, in una fuga che si sta trasformando in una volata, è il peggiore possibile: il City che ha tiranneggiato per anni sulla Premier e che, dopo questo successo, è convinto di potersi riprendere il trono. da https://www.gazzetta.it





