domenica 24 maggio 2026

PL CRYSTAL PALACE-ARSENAL= 1-2

Goals. 42'Gabriel Jesus, 48'Madueke, 88'Mateta,
Crystal Palace. Henderson; Clyne, Lerma, Riad, Muñoz (Mitchell 46); Kamada (Warthon 46)(Guessand 62), Hughes, Cardines, Devenny; Sarr (Pino 46), Strand Larsen (Mateta 76).
Subs. Benítez, Canvot, Lacroix. Johnson,
Manager. Oliver Glasner
Arsenal. Kepa; Mosquera, Calafiori (Gabriel 46) Hincapié; Lewis-Kelly, Nørgaard (Havertz 46), Zubimendi, Madueke (Gyökeres 83), Dowman (Merino 62), Martinelli; Gabriel Jesus (Eze 75).
Subs. Setford, Odegaard, Rice, Havertz, Saka,
Manager. Mikel Arteta
Booked. Gabriel Jesus,
Referee. Farai Hallam
Attendance. 25.198
Table. 85.Arsenal(Champions), 78.Manchester City, 71.Manchester United, 65.Aston Villa, 60.Liverpool, 57.Bornemounth, 54.Sunderland, 53.Brighton,Brentford, 52.Chelsea,Fulham, 49.Newcastle,Everton, 47.Leeds United, 45.Crystal Palace, 44.Nottingham Forest,  41.Tottenham, 39.West Ham(relegated), 22.Burnley(relegated), 20.Wolverhampton(relegated)
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mercoledì 20 maggio 2026

Season 2025/26 #

 Manager Mikel Arteta

In's & Outs

In's.
Kepa Arrizabalaga [Chelsea - Arsenal] £ 5.000.000, Martin Zubimendi [Real Sociedad - Arsenal] £ 60.000.000, Christian Norgaard [Brentford - Arsenal] £ 15.000.000, Noni Madueke [Chelsea - Arsenal] £ 48.500.000, Cristhian Mosquera [Valencia - Arsenal] £ 13.000.000,  Viktor Gyokeres [Sporting - Arsenal] £ 64.000.000, Eberechi Eze [Crystal Palace - Arsenal] £ 60.000.000, Piero Hincapie [Bayer Leverkusen - Arsenal] Loan,
Out's.
Jorginho [Arsenal - Flamengo] Free, Nuno Taveres [Arsenal - Lazio] Undisclosed, Marquinhos [Arsenal - Cruzeiro] Undisclosed, Kieran Tierney [Arsenal - Celtic] Free, Thomas Partey [Arsenal - Villareal] Free, Ismeal Kabia [Arsenal - Shrewsbury] Loan, Sambi Lokonga [Arsenal - Hamburg] Undisclosed, Reiss Nelson [Arsenal - Brentford] Loan, Oleksandr Zinchenko [Arsenal - Nottingham Forest] Loan, Jakub Kiwor [Arsenal - Porto] Loan, Fabio Vieira [Arsenal - Hamburg] Loan,

Transfer window 2026
In's.
Evan Mooney [St Mirren - Arsenal] Undisclosed,
Out's.
Louie Copley [Arsenal - Crawley] Loan, Ethan Nwaneri [Arsenal - Marseille] Loan, Maldini Kacurri [Arsenal - Grimsby] Undisclosed,
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Premier League: Winners!
Fa Cup: Quarted Final vs Southampton
League Cup: Final vs Manchester City
Champions League:
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Table. 85.Arsenal(Champions), 78.Manchester City, 71.Manchester United, 65.Aston Villa, 60.Liverpool, 57.Bornemounth, 54.Sunderland, 53.Brighton,Brentford, 52.Chelsea,Fulham, 49.Newcastle,Everton, 47.Leeds United, 45.Crystal Palace, 44.Nottingham Forest,  41.Tottenham, 39.West Ham(relegated), 22.Burnley(relegated), 20.Wolverhampton(relegated)
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Champions League.
CL Athletic Bilbao-Arsenal= 0-2


CLF Arsenal-Paris Saint Germain

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North London Derby
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League Cup Final
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Last update 24/05/2026

martedì 19 maggio 2026

ARSENAL CAMPIONE D'INGHILTERRA 2025/26!!!

Grazie al risultato della partita di questa sera tra Bournemouth e Manchester City (è finita 1 a 1), l’Arsenal ha vinto la Premier League inglese, il campionato nazionale di calcio più competitivo al mondo, che non vinceva dal 2004. A una giornata dal termine del campionato l’Arsenal ha infatti più di tre punti di vantaggio sul Manchester City, il cui allenatore Pep Guardiola quasi di certo lascerà la squadra al termine della stagione.
Per l’Arsenal, che dal 2019 è allenato dallo spagnolo Mikel Arteta, è stata una vittoria attesa a lungo; durante questa stagione era sembrata prima molto probabile e poi quasi svanita quando, ad aprile, il City si era riavvicinato. Durante quei giorni in molti, con grande probabilità anche tra i giocatori dell’Arsenal, avevano parlato dei diversi casi in cui dopo un’ottima partenza la squadra non era riuscita a vincere il campionato. Nei precedenti tre campionati l’Arsenal era infatti sempre arrivato secondo, e sempre dopo essere stato primo in classifica almeno per qualche giornata: nel 2023 a 5 punti dal City, nel 2024 a 2 punti dal City e nel 2025 a 10 punti dal Liverpool.
Arteta chiuse la sua carriera da calciatore all’Arsenal e questo è il suo primo ruolo da allenatore dopo essere stato vice allenatore di Guardiola proprio al Manchester City. È un allenatore dai modi non convenzionali, spesso creativi e a volte quantomeno bizzarri, ma a quanto pare efficaci. Nelle sue prime stagioni l’Arsenal giocava un calcio propositivo e ambizioso; con il passare del tempo è diventato sempre più attento all’organizzazione difensiva e alla minimizzazione dei rischi, pur avendo in squadra molti calciatori talentuosi, come Martin Ødegaard, Bukayo Saka e Declan Rice.
Specie negli ultimi mesi la squadra si è fatta notare – e criticare – per la spiccata attenzione ai calci piazzati: solo quest’anno e solo in campionato ha fatto 17 gol su calci d’angolo, più di ogni altra squadra nella storia della Premier League. L’Arsenal ha vinto il campionato nonostante il suo miglior attaccante, lo svedese Viktor Gyökeres, arrivato nel 2025 dallo Sporting Lisbona, abbia segnato solo 14 gol. da https://www.ilpost.it

lunedì 18 maggio 2026

PL ARSENAL-BURNLEY= 1-0

Goals. 36' Havertz,
Arsenal. Raya; Mosquera, Saliba, Gabriel, Calafiori (Hinchapie 72); Rice, Eze (Lewis Kelly 73); Saka, Odegaard (Zubimendi 93), Trossard (Martinelli 93); Havertz (Gyokeres 73).
Subs. Kepa, Madueke, Dowman, Jesus
Manager. Mikel Arteta
Burnley. Weiß; Walker, Tuanzebe, Estève (Humphreys 82), Pires; Ugochukwu (Laurent 70), Florentino (Amdouni 78); Tchaouna (Bruun Larsen 82), Hannibal (Ward-Prowse 70), Anthony; Flemming.
Subs. Dúbravka, Hartman, Worrall, Edwards.
Manager. Mike Jackson
Booked. Hannibal, Havertz, Flemming, Pires,
Referee. James Bell
Attendance. 60.274
Table. 82.Arsenal, 77.Manchester City, 68.Manchester United, 62.Aston Villa, 59.Liverpool, 55.Bournemounth, 53.Brighton, 52.Brentford..
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Se il City dovesse vincere in casa di una squadra che non perde da 16 partite, la festa dell’Arsenal è verosimilmente solo rimandata. Domenica, nell’ultimo turno, i Gunners giocano a Selhurst Park col Crystal Palace (impegnato tre giorni dopo nella finale di Conference) sapendo che serve una vittoriaperché il capitano Martin Ødegaard sollevi a fine gara il trofeo della Premier League. “Tre partite per due sogni” diceva uno striscione all’Emirates prima della partita col Burnley che includeva anche le sagome dei trofei di Premier e Champions. Il primo è a un passo dal materializzarsi.
È bastato un gol di Kai Havertz, l’ennesimo gol della stagione da calcio di punizione che il tedesco ha firmato al 37’, per scatenare la festa dell’Emirates. A a tre partite dal sogno, conta solo vincere ed è proprio quello che ha fatto l’Arsenal. Come, è secondario: poco importa se i Gunners hanno segnato solo un gol alla peggior difesa del torneo, se la differenza reti, primo discrimine in caso di arrivo a pari punti, è ancora favorevole al City. Era l’ultima partita interna della stagione, contava vincere e festeggiare. E i Gunners l’hanno fatto, con quei tifosi pronti domani sera a tirare fuori tutto il loro orgoglio, se il City non dovesse vincere, o a invadere Selhurst Park domenica e poi Budapest sabato per la finale di Champions. Il Burnley, da tempo retrocesso, ha fatto appena resistenza: Leo Trossard ha preso un palo clamoroso al 15’, prima del gol di Havertz l’Arsenal aveva costruito più di un’occasione e nella ripresa ha anche scheggiato una traversa con Eberechi Eze. Ødegaard ha mostrato che ha smaltito i problemi fisici che l’hanno frenato tutto l’anno ed è pronto a usare la sua creatività per un finale storico. Declan Rice ha dominato ancora una volta in mezzo al campo, stavolta da mediano alla difesa. L’Arsenal ha chiuso con soli tre tiri in porta, ma l’importante era vincere, andare a +5 sul City e aspettare di vedere se per conquistare la Premier (il trofeo che i tifosi sceglierebbero, se proprio dovessero) basta questo primo match point questa sera.
Adesso tocca al City a Bournemouth provare a rispondere. I Gunners sanno che il traguardo è vicinissimo, che quella parata ufficiosamente già programmata per il 31 maggio, il giorno dopo la finale di Champions, salvo cataclismi avrà come ospite d’onore il trofeo della Premier League. Quello che l’Arsenal non tocca dal 2004, dagli invincibili di Arsene Wenger che chiusero il campionato imbattuti. La loro leggenda è ancora viva all’Emirates Stadium, ma la squadra di Arteta ha tutto quello che serve per aprire un ciclo. Le manca solo un trofeo importante, il successo che la spinga sul trono. Quello che tutto il popolo Gunners spera di poter festeggiare prima possibile. da https://www.gazzetta.it

domenica 10 maggio 2026

PL WEST HAM-ARSENAL= 0-1

Goals. 83' Trossard
West Ham. Hermansen; Castagne, Mavropanos, Disasi (Wilson 85), Emerson; Alvarez, Soucek; Bowen, Mateus Fernandes, Paqueta; Castellanos (Pablo 67).
Subs. Foderingham, Todibo, Wan-Bissaka, Cresswell, Soler, Summerville, Guilherme,
Manager. Nuno Espirito Santo
Arsenal. Raya; White (Zubimendi 28) (Havertz 67), Saliba, Gabriel, Calafiori (Mosquera 48); Rice, 
Lewis-Skelly; Saka (Madueke 80), Eze (Odegaard 67), Trossard; Gyökeres (Gabriel Jesus 64).
Subs. Kepa, Hincapié, Nørgaard, Martinelli, Dowman, 
Manager. Mikel Arteta
Booked. Todibo, Saka, Castellanos, Summerbe, Mosquera, Saliba, Trossard,
Referee. Jarred Gillett
Attendance. 62.747
Table. 79.Arsenal, 74.Manchester City, 66.Manchester United, 62.Liverpool, 59.Aston Villa, 56.Newcastle, 54.Chelsea, 53.Tottenham, 52.Brighton, 49.Bournemouth....
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I giocatori di Arsenal e West Ham sono radunati sulla linea laterale. Oltre non possono andare. Oltre, a pochi passi, c’è l’arbitro Christopher Kavanagh, che al monitor VAR sta decidendo sul possibile 1-1 del West Ham, che Callum Wilson è convinto di aver segnato al 95’. Quando Kavanagh parla, tutto lo stadio si zittisce: “Dopo revisione, il numero 19 del West Ham (Pablo, ndr) commette fallo sul portiere dell’Arsenal - racconta l’arbitro -. La mia decisione finale è che il gol è da annullare”. È così che la Premier resta nelle mani dei Gunners, con un 1-0 deciso da un gol di Leo Trossard all’83’ che li riporta a +5 in classifica sul Manchester City, che ha una partita in meno. La squadra di Arteta, anche grazie a quel gol annullato, resta padrona del proprio destino. Quello del West Ham, invece, sembra fare sempre più rima con Championship: la squadra di Espirito Santo in questo momento è la prima delle retrocesse, domani il Tottenham impegnato in casa contro il Leeds, da questo pomeriggio ufficialmente salvo come il Nottingham Forest, può mandare gli Hammers a 4 punti dalla salvezza. È per questo che quella decisione dell’arbitro, quella revisione al monitor Var, era così importante.
Il fallo di Pablo su Raya che cancella il gol del pari è abbastanza evidente, rivisto al monitor. Un braccio sul collo che limita il movimento del portiere, che gli impedisce di uscire meglio di come ha fatto, con la palla poi catturata da Callum Wilson e finita in rete. Quella tecnologia che i tifosi inglesi tanto odiano stavolta è servita. L’Arsenal, tutto sommato, questo 1-0 che tiene la Premier nelle sue mani se l’è meritato. Trossard, l’eroe, è stato il migliore in campo di una squadra dominante nei primi 20’, fino all’infortunio di Ben White (anche Mikel Arteta dopo è andato in confusione, con almeno un paio di cambi rivedibili), e poi incerta, schiacciata forse dalla pressione di dover vincere e respinta più volte dal muro del West Ham. Dei 15 tiri totali a referto, nove l’Arsenal li ha fatti prima dell’infortunio di White. Oltre a Trossard, fondamentale Martin Ødegaard, in campo a metà ripresa e decisivo ben oltre l’assist per il gol. E solita enorme partita di Declan Rice, nonostante Arteta abbia provato a sabotarla spostandolo terzino destro per la seconda metà della frazione d’apertura. Una mossa corretta a inizio ripresa. L’Arsenal ora ha davanti le sfide col già retrocesso Burnley all’Emirates lunedì prossimo e la trasferta a Selhurst Park col Crystal Palace per chiudere la Premier il 24 maggio. Il primo titolo dopo 22 anni resta tra le mani della squadra di Arteta, che nelle ultime due partite non si può però permettere passaggi a vuoto come quello nel gelido pomeriggio del London Stadium. Il West Ham invece deve solo sperare, perché la prima retrocessione dal 2011 sarebbe una mazzata per un club che, comunque finisca la stagione, in estate sarà costretto a vendere. da https://www.gazzetta.it

martedì 5 maggio 2026

CLS ARSENAL-ATLETICO MADRID= 1-0 (agg. 2-1)



Goal. 44' Saka,
Arsenal. Raya; White, Saliba, Gabriel, Calafiori (Hincapié 58); Rice, Lewis-Skelly (Zubimendi 73); Saka (Madueke 58), Eze (Odegaard 58), Trossard (Martinelli 83); Gyökeres.
Subs. Kepa, Setford, Noorgard, Dowman, Merino,  Gabriel Jesus, Havertz,
Manager. Mikel Arteta
Atletico Madrid. Oblak; Pubill, Le Normand (Molina 57), Hancko, Ruggeri; Simeone (Cardoso 57), Llorente, Koke, Lookman (Sørloth 57); Griezmann (Baena 66), Álvarez (Almada 66).
Subs. Bonar, Diaz, Musso, Giménez, Mendoza, Vargas,
Manager. Diego Simeone
Booked. Pubill, Koke, Kepa,
Referee. Daniel Siebert
Attendance. 60.262
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La storia dell’Arsenal passerà da Budapest, sabato 30. Sarà il giorno della seconda finale di Champions League nella storia del club, contro Psg o Bayern con l’idea di sovvertire il pronostico che vede chiunque passi dalla semifinale di Monaco di stasera come favorito. L’Arsenal si è sbarazzato 1-0 dell’Atletico Madrid per guadagnarsi la chance di poter vincere per la prima volta quella coppa che il suo popolo sogna. L’autore del gol decisivo è Bukayo Saka, l’eroe di casa al posto giusto al momento giusto quando al 45’ cattura una respinta difficile di Jan Oblak su tiro di Leo Trossard e la trasforma in una rete storica. Saka è solo la punta dell’iceberg di una squadra ottima a cui manca un trofeo per diventare grandissima. L’ultimo scalino della scala verso il paradiso calcistico per i Gunners porta a quella Premier che, a tre giornate dalla fine, controlla con 5 punti di vantaggio. O a quella Champions che finora all’Emirates, più che un sogno, era la perfetta chiusura per uno dei tanti cori dei tifosi.

Quando l’arbitro Siebert fischia la fine, l’Emirates tutto capisce che la finale di Champions non è più un sogno. Saka esulta di nuovo, stavolta sotto la pioggia, come aveva fatto dopo il gol decisivo. Riccardo Calafiori, partito titolare e in campo per la prima ora, guida lo splendido tuffo sotto la curva mentre nello stadio risuona l’inno del club, quel “North London forever”, Londra nord per sempre, che continua con “indipendentemente dal tempo” perfetto per questa festa bagnata. E meritata, perché l’Arsenal questa vittoria nella semifinale di ritorno se l’è guadagnata. Il gol di Saka, rientrato all’andata da un lungo infortunio ma ancora con minutaggio limitato che l’ha costretto a uscire al 60’, è il giusto premio per una squadra che ha fatto qualcosa in più in una partita fino a quel momento bloccata. L’Arsenal ha dimostrato tutto l’anno di saper vincere anche gare così, e non a caso arriva in finale come unica imbattuta della Champions 2025-26. Merito anche della sua difesa, della super coppia Saliba-Gabriel che sbaglia pochissimo (il brasiliano in particolare praticamente niente: il suo salvataggio in apertura di ripresa su Giuliano Simeone vale come un gol), cancella Antoine Griezmann e Julián Álvarez e aiuta il sempre attento portiere David Raya a tenere la porta inviolata per la nona volta in questa edizione della Champions. Il conto dei gol subiti resta a 6, visto che quella super difesa ha mandato in bianco l’Atletico per la prima volta in Europa dopo 37 gare.

L’Atletico ha fatto troppo poco in attacco per mettere in difficoltà questi Gunners, e in difesa ha pagato uno dei pochi momenti di incertezza: Simeone ci ha provato con le sostituzioni, ma l’Arsenal non ha mai ceduto, ha usato l’entusiasmo contagioso dei 60mila che hanno riempito l’Emirates come energia extra. Quel popolo di tifosi pronto a seguirli “per terra e per mare” si riverserà anche a Budapest a fine mese. Questa finale da sogno arriverà sei giorni dopo l’ultima giornata di Premier League, sei giorni dopo che l’Arsenal spera di aver già chiuso un digiuno che dura da 22 anni. Sognare di poterci aggiungere la Champions racconta di quanto questa stagione della squadra di Arteta sia stata clamorosa. E di quanto quella finale possa essere l’inizio di una nuova storia, quella in cui l’Arsenal è, senza più dubbi, una delle grandissime d’Europa. da https://www.gazzetta.it

sabato 2 maggio 2026

PL ARSENAL-FULHAM= 3-0


Goals. 9'Gyokeres, 40'Saka, 45+4' Gyokeres,
Arsenal. Raya; White (Mosquera 83), Saliba, Gabriel, Calafiori; Rice (Zubimendi 64), Lewis-Skelly; Saka (Madueke 46), Eze (Dowman 78), Trossard; Gyökeres (Gabriel Jesus 64).
Subs. Kepa, Hincapié, Nørgaard, Madueke, Martinelli, Mosquera, Zubimendi,
Manager. Mikel Arteta
Fulham. Leno; Castagne, Andersen, Bassey, Robinson; Reed (Cairney 63), Lukić; Wilson (Bobb 64), Smith Rowe (Kusi-Asare 78), Chukwueze (King 64); Jiménez (Muniz 73).
Subs. Benda, Diop, Tete, Cuenca, Berge, Cairney, Bobb, King, Muniz,
Manager. Marco Silva
Booked. Lukic,
Referee. Jarred Gillett
Attendance. 60.196
Table. 76.Arsenal, 70.Manchester City, 61.Manchester United,58.Aston Villa,Liverpool, 51.Brentford, 50.Brighton, 49.Bournemounth, 48.Chelsea,Fulham, 47.Everton,Sunderland..
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La squadra di Guardiola ha due gare in meno, ma Arteta in uno dei due derby londinesi di giornata si gode la doppietta di Gyökeres e le magie di Saka. Inoltre ha potuto dosare le energie in vista della semifinale di ritorno di Champions con l'Atletico
Meglio di così non sarebbe potuta andare. L’Arsenal travolge 3-0 il Fulham e si porta a +6 sul Manchester City, che ha giocato due partite in meno (la prossima è lunedì in casa dell’Everton), ma che ora è indietro di 4 gol nella differenza reti, primo criterio in caso di parità. Non è solo la vittoria larga a far dire che per i Gunners meglio di così non sarebbe potuta andare: hanno vinto con merito, dominato, giocato la loro partita migliore almeno dal 17 marzo, quando hanno cominciato una serie che prima di oggi diceva appena due vittorie in 8 partite. Sono tornati a segnare tanto (non facevano più di un gol dal 17 marzo), hanno tenuto la porta inviolata, hanno gioito per la doppietta di Viktor Gyökeres e le magie di Buykayo Saka, protagonista col gol del momentaneo 2-0 e lo splendido assist per il primo gol. In più, Mikel Arteta ha dato minuti di riposo preziosi a giocatori importanti, utilissimi in vista del ritorno della semifinale di Champions martedì con l’Atletico Madrid.
L’Arsenal è tornato a brillare. Determinato, in controllo della partita, ispirato. Come nei momenti migliori della stagione, come non si vedeva da mesi. Gyökeres così dominante e preciso vicino alla porta non si vedeva da un pezzo, Saka così ispirato (e in campo solo per i primi 45’, in vista dell’Atletico) è uno di quelli che possono fare la differenza nella volata col City che vale di Premier, uno di quelli che possono far dimenticare all’Arsenal le delusioni del passato e convincere l’intero mondo Gunners che questa è la volta buona. Arteta ha fatto le scelte giuste: non solo il turnover, ma anche l’idea di rilanciare Myles Lewis-Skelly in quel ruolo di mediano che ricopriva nella Academy. Il 19enne che sembrava perso ultimamente come terzino sinistro è stato eccellente. Come Riccardo Calafiori, alla prima partita dal 7 aprile: gol annullato nel primo tempo, traversa sfortunata nella ripresa (il suo colpo di testa rimbalza sulla testa del portiere Leno e da lì sul legno), energia e imprevedibilità all’attacco coi suoi continui movimenti e precisione in difesa. Una partita così è quella di cui l’Arsenal aveva bisogno per guardare avanti con ottimismo. Vero che il Fulham con questa arriva a 33 tentativi in casa dei Gunners senza essere mai riuscito a vincere (26ª sconfitta), ma la prova di carattere e il modo in cui la squadra di Arteta ha dominato la partita sono le cose migliori in vista delle ultime settimane di stagione. Per la prima volta da metà marzo l’Arsenal mette insieme tre risultati utili consecutivi (due vittorie), un netto segnale di crescita. E di speranza che questa stagione in cui i Gunners sono ancora in corsa per Premier e Champions finisca davvero con almeno un trofeo. da https://www.gazzetta.it

venerdì 1 maggio 2026

Arsenal Manager Stats



















Manager
Sam Hollis (1894-1897)
Thomas Brown Mitchell (1897-1898)
George Elcoat (1898-1899)

Arthur Kennedy (1899)
Harry Bradshaw (1899-1904)
Phil Kelso (1904-1908)
George Morrell (1908-1915)
James McEwen (1915-1919)
Leslie Knighton (1919-1925)
Herbert Chapman (1925-1934)
Joe Shaw (1934)
George Allison (1934-1947)
Tom Whittaker (1947-1956)
Jack Crayston (1956-1958)
George Swindin (1958-1962)
Billy Wright (1962-1966)
Bertie Mee (1966-1976)
Terry Neill (1976-1983)
Don Howe (1983-1986)
Steve Burtenshaw (1986)
George Graham (1986-1995)
Stewart Houston (1995)
Bruce Rioch (1995-1996)
Stewart Houston (1996)
Pat Rice (1996)
Arsene Wenger (1996-2018)
Unai Emery (2018-2019)
Freddie Ljungberg (2019)
Mikel Arteta (2019-present)

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Arsene Wenger (1996-2018) - 17 titles
Championship/Premier League (3), 1997/98, 2001/02, 2003/04
Fa Cup (7), 1997/98, 2001/02, 2002/03, 2004/05, 2013/14, 2014/15, 2016/17
Charity Shield/Community Shield (7), 1998, 1999, 2002, 2004, 2014, 2015, 2017

George Graham (1986-1995) - 8 titles
Championship/Premier League (2), 1988/89, 1990/91
Fa Cup (1), 1992/93
League Cup (2), 1986/87, 1992/93
Charity Shield/Community Shield (1), 1991
Mercantile Credit Centenary Trophy (1), 1988
European Cup Winners Cup (1), 1993/94

Herbert Chapman (1925-1934) - 7 titles
Championship/Premier League (3), 1930/31, 1932/33, 1933/34*
Fa Cup (1), 1929/30
Charity Shield/Community Shield (3), 1930, 1931, 1933

George Allison (1934-1947) - 5 titles
Championship/Premier League (2), 1934/35, 1937/38
Fa Cup (1), 1935/36,
Charity Shield/Community Shield (2), 1934, 1938

Mikel Arteta (2019-present) - 4 title
Premier League (1), 2025/26
Fa Cup (1), 2019/20
Charity Shield/Community Shield (2), 2020, 2023

Bertie Mee (1966-1976) - 3 titles
Championship/Premier League (1), 1970/71
Fa Cup (1), 1970/71
Inter-Cities Fairs Cup (1), 1969/70

Tom Whittaker (1947-1956) - 3 titles
Championship/Premier League (2), 1947/48, 1952/53
Charity Shield/Community Shield (1), 1938


Terry Neill (1976-1983) - 1 title
Fa Cup (1), 1978/79

Joe Shaw (1934) - 1 title
Championship/Premier League (1), 1933/34*


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Most wins in first 100 games as Arsenal/Più vittorie nelle prime 100 partite.
56. George Graham (1986-1995)
54. Mikel Arteta (2019-present)
51. Arsene Wenger (1996-2018)
49. Herbert Chapman (1925-1934)
49. George Allison (1934-1947)
48. Tom Whittaker (1947-1956)
48. Terry Neill (1976-1983)
47. Harry Bradshaw (1899-1904)
45. Don Howe (1983-1986)
43. Phil Kelso (1904-1908)
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Most wins in first 100 league games as Arsenal/Più vittorie nelle prime 100 partite di campionato.
54. Arsene Wenger (1996-2018)
53. Mikel Arteta (2019-present)
49. George Graham (1986-1995)
49. Tom Whittaker (1947-1956)
45. Herbert Chapman (1925-1934)
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Most wins in first 50 games as Arsenal manager/Più vittorie nelle prime 50 partite
32. Unai Emery (2018-2019)
29. Mikel Arteta (2019-present)
28. George Allison (1934-1947)
27. Herbert Chapman (1925-1934)
25. Jack Crayston (1956-1958)
24. Tom Whittaker (1947-1956)
23. Arsene Wenger (1996-2018)
23. Don Howe (1983-1986)
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last update 25/05/2026

mercoledì 29 aprile 2026

CLS ATLETICO MADRID-ARSENAL= 1-1


Goals 44'Gyokeres(p), 56'Alvarez(p),
Atletico Madrid. Oblak 6; Llorente 6.5, Pubill 6, Hancko 5.5, Ruggeri 6; G. Simeone 5.5 (46' Le Normand 6), Koke 6, Cardoso 6 (88' Molina s.v.), Lookman 5; Griezmann 6.5, Alvarez 7 (77' Baena s.v.). 
Subs. Musso, Esquivel, Lenglet, Boñar, Díaz, Molina, Almada, Mendoza, Vargas, Sørloth,
Manager. Cholo Simeone.
Arsenal. Raya 6.5; White 5 (86' Mosquera s.v.), Saliba 6, Gabriel 6.5, Hincapié 6; Odegaard 5.5 (57' Eze 6.5), Zubimendi 6, Rice 6; Madueke 6 (68' Saka 6), Gyokeres 6.5 (68' Gabriel Jesus 6), Martinelli 5.5 (68' Trossard 6). 
Subs. Kepa, Setford, Calafiori, Salmon, Lewis-Skelly, Nørgaard, Dowman,
Manager. Mikel Arteta.
Booked. Hancko, 
Referee. Dannie Makkelie (Holland)
Attendance. 68.421
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Dopo una semifinale leggendaria, anche in Champions League si torna più a pensare a non prenderle. Rispetto a un PSG-Bayern Monaco da capogiro Atletico Madrid-Arsenal è stata una partita molto più tesa, con due squadre reduci da un momento tutt'altro che facile che si sono divise la posta giocando meglio un tempo per parte. La decidono, come sempre quando ci sono gare così contratte, i singoli episodi. E, in particolare, i rigori che stampano il punteggio finale sull'1-1. Leggera, ma c'è la spinta di Hancko su Gyokeres che permette nel primo tempo allo svedese di portare avanti i Gunners. C'è altrettanto, se non di più, il mani di White grazie a cui i Colchoneros pareggiano nella ripresa dagli 11 metri con Alvarez. Giusto, invece, non punire nuovamente Hancko nel finale per un incrocio di gambe con Eze che Makkelie revisiona al VAR, impedendo ai londinesi di riportarsi sul dischetto. Poco altro da segnalare, oltre a una clamorosa traversa di Griezmann. Sarà il ritorno a parlare, ma una sensazione la si ha forte e chiara: le favorite stanno decisamente dall'altra parte. da https://www.eurosport.it

sabato 25 aprile 2026

PL ARSENAL-NEWCASTLE UNITED= 1-0


Goals. 9'Eze,
Arsenal. Raya; White, Saliba, Gabriel, Hincapie; Odegaard, Zubimendi (Lewis-Skelly 81), Rice; Madueke (Saka 81), Havertz (Gyokeres 34), Eze (Martinelli 53). 
Subs. Arrizabalaga, Dowman, Gabriel Jesus, Mosquera, Trossard,
Manager. Mikel Arteta.
Newcastle. Pope; Miley, Thiaw, Botman, Burn; Bruno Guimaraes (Woltemade 75), Tonali, Ramsey; Murphy (Barnes 66), Osula (Wissa 66), Willock (Elanga 86). 
Subs. Hall, Murphy, Neave, Ramsdale, Trippier,
Manager. Eddie Howe.
Booked. Burn, Martinelli, Pope, Rice,
Referee. Sam Barrott.
Attendance. 60.204
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domenica 19 aprile 2026

PL MANCHESTER CITY-ARSENAL= 2-1


Goals.16'Cherki, 18'Havertz, 67'Haaland,
Manchester City. Donnarumma; Nunes, Khusanov, Guehi, O'Reilly; Rodri (Nico Gonzalez 88), Bernardo Silva; Semenyo, Cherki (Foden 84), Doku (Savinho 88), Haaland.
Subs. Ait-Nouri, Marmoush, Stones, Trafford, Rijnders,
Manager. Pep Guardiola
Arsenal. Raya; Mosquera (White 74), Saliba, Gabriel, Hincapie; Rice, Zubimendi (Gyokeres 84); Eze (Trossard 74), Odegaard, Madueke (Martinelli 46); Havertz.
Subs. Kepa, Lewis-Kelly, Noorgard, Gabrial Jesus, Dowman,
Manager. Mikael Arteta
Booked. Mosquera, Gabriel, Haaland, Guehi,
Referee. Anthony Taylor
Attendance. 52.523
Table. 70.Arsenal, 67.Manchester City, 58.Manchester United,Aston Villa, 55.Liverpool, 48.Chelsea,Brentford,Bournemonth, 47.Everton,Brighton..
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Missione compiuta. Il Manchester City riapre ufficialmente la Premier prendendosi con merito la “finale” con l’Arsenal. Il 2-1 decretato da Erling Haaland al 65’, sigillo decisivo di una gara spettacolare e molto aperta, porta la squadra di Guardiola a -3 dalla capolista e offre la possibilità di aggancio a quota 70, a parità di partite, in caso di successo mercoledì nell’anticipo che il City giocherà a Burnley, penultimo. La partita che tutti aspettavano, la “finale” tra le uniche due pretendenti al titolo, non ha deluso. Ha confermato che il City, nonostante un’inattesa papera di Gigio Donnarumma poi riscatta nel secondo tempo, in questo momento è superiore. Ha ribadito che l’Arsenal, decisamente più vivo rispetto allo 0-0 di mercoledì con lo Sporting, sta arrivando in debito di energie fisiche e soprattutto mentali a questo finale di stagione dove la linea tra trionfo e fallimento è clamorosamente sottile.
Nemmeno il primo errore coi piedi di Donnarumma, una clamorosa papera che al 18’ ha regalato il pareggio a Havertz e all’Arsenal appena due minuti dopo che Cherki aveva splendidamente portato avanti il City, è riuscito a togliere convinzione alla squadra di Guardiola. Pep sta insistendo su una formazione titolare e sta ottenendo le risposte che cercava, quel miglioramento costante che gli ha permesso di vincere anche questa sfida con l’Arsenal. L’ha chiusa Haaland, col suo primo gol in Premier dopo due mesi di astinenza, ma gli uomini decisivi del City sono stati altri. Cherki, per cominciare, migliore in campo ben oltre lo splendido 1-0. Bernardo Silva, gladiatorio in mezzo al campo nel secondo tempo; Khusanov, quasi insuperabile dietro. Donnarumma si è riscattato con due parate da fenomeno nel secondo tempo e l’intuizione che ha avviato l’azione del 2-1, la fortuna ha dato una mano per i due pali colpiti dall’Arsenal. Il City ora ha una serie aperta di quattro vittorie in tutte le competizioni (due volte contro i Gunners, poi Liverpool e Chelsea), in campionato non perde dal 17 gennaio, 10 partite fa, e continua ad avvicinare il livello che serve per vincere la Premier. Quello che sembra aver perso l’Arsenal. Ha giocato meglio rispetto alle ultime uscite, ma nelle ultime sei partite ha perso quattro volte evitando la sconfitta solo con lo Sporting. La squadra di Arteta ha perso la sicurezza in difesa su cui ha costruito la sua fuga, è alla perenne ricerca di una scintilla offensiva. Certo, se al 95’ Havertz non avesse mandato di un soffio sopra la traversa un gran colpo di testa da centro area questa partita non avrebbe l’amaro sapore di una sconfitta che rischia di compromettere una stagione. Quella Premier che l’Arsenal ha avuto in mano per mesi, però, sta lentamente scivolando via. E l’avversario che i Gunners dovranno superare, in una fuga che si sta trasformando in una volata, è il peggiore possibile: il City che ha tiranneggiato per anni sulla Premier e che, dopo questo successo, è convinto di potersi riprendere il trono. da https://www.gazzetta.it

mercoledì 15 aprile 2026

CL ARSENAL-SPORTING LISBOA= 0-0 (agg. 1-0)

Arsenal. Raya; Mosquera, Saliba, Gabriel, Hincapié; Zubimendi, Rice; Madueke (Dowman 63), Eze (Trossard 79), Martinelli (Jesus 79); Gyökeres (Havertz 56).
Subs. Kepa, White, Setford,  Norgaard, Salmon, Lewis-Kelly,
Manager. Mikel Arteta.
Sporting. Rui Silva; Quaresma (Vagiannidis 85) , Diomande, Inacio, Araujo; Hjulmand, Morita (Joao Simoes 77); Catamo (Quenda 70), Trincao (Nel 85), Pedro Gonçalves (Bragança 70); Suarez. 
Subs. Mangas, Virginia, Blopa, Govalves, Faye, Kochorashivili, Debast,
Manager. Rui Borges
Booked. 
Araujo,
Referee. Francois Letexier (Fra)
Attendance. 58.249
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L'Arsenal pareggia 0-0 con lo Sporting Lisbona nella sfida di ritorno dei quarti di finale di Champions e approda in semifinale. Gli uomini di Arteta soffrono, concedono ai portoghesi un paio di occasioni pericolose (palo di Catamo nel primo tempo), ma riescono a portare a casa un risultato prezioso, festeggiato a lungo dai tifosi presenti all'Emirates Stadium. Nel prossimo turno gli uomini di Arteta affronteranno l'Atletico Madrid di Diego Pablo Simeone.
Nel primo tempo l'Arsenal prova a spingere sull'acceleratore e a prendere in mano il pallino del gioco. Lo Sporting si difende e riparte: i portoghesi creano la prima occasione al 16' con Trincao, che si accentra da destra e calcia con il mancino, mandando la palla sul fondo. L'Arsenal risponde e un minuto dopo sfiora il vantaggio con una bella giocata di Gyokeres: la palla termina alta sopra la traversa. La prima frazione è equilibrata, con poche emozioni. Nel finale lo Sporting Lisbona sfiora due volte il gol: prima Goncalves, su un errore clamoroso del portiere Raya, non riesce a trovare il tempo per battere a rete; poi Catamo calcia al volo dopo un cross di Araujo, colpendo il palo.
La ripresa parte con una grande chance per lo Sporting: Araujo riceve da sinistra, si accentra e lascia partire un tiro che sfiora il palo alla sinistra di Raya, disteso in tuffo. La risposta dell'Arsenal non si fa attendere: Eze riceve e dal limite dell'area calcia con il destro: la palla si perde a pochi centimetri dal palo. I padroni di casa iniziano a spingere con maggiore insistenza: al 52' Martinelli sfiora la traversa con una girata dal limite, poi Madueke (al termine di una discesa personale), colpisce l'esterno della rete da posizione defilata. Arteta inserisce Havertz e il giovane Dowman (classe 2009), Borges risponde con Quenda, Braganca e Simoes. La gara scivola verso il finale all'insegna dell'equilibrio: Arteta si affida a Gabriel Jesus, che al termine di un'azione personale calcia sull'esterno della rete, sfiorando il palo. Nel finale lo Sporting si getta all'attacco nel tentativo di trovare il gol che porterebbe la sfida ai supplementari, e lo sfiora nel finale: Simoes, da posizione ravvicinata, colpisce l'esterno della rete. E' l'ultima emozione: l'Arsenal soffre, ma strappa la qualificazione alle semifinali.
Rice e Arteta puntano l'Atletico Madrid
Al termine della gara Declan Rice, mediano dell'Arsenal, non nasconde la gioia per il passaggio del turno: "Sono felicissimo. È stato un test davvero durissimo nell'arco delle due partite. Raggiungere le semifinali per due anni consecutivi è un traguardo incredibile per questo gruppo; ora vogliamo fare un passo ulteriore e arrivare in finale". Prima, bisognerà superare l'Atletico Madrid: "Lo abbiamo già affrontato quest'anno - ribadisce Rice - è stata un'ottima partita, quindi sappiamo cosa aspettarci. Non vediamo l'ora di giocare queste ultime due settimane". Sulla stessa linea anche il tecnico Arteta: "Ci aspettano due notti magiche, una a Madrid e una qui a Londra. Dobbiamo essere superiori ai nostri avversari; oggi abbiamo creato molte occasioni senza però riuscire a segnare, ma per vincere i titoli bisogna saper fare ciò che serve in ogni momento della sfida". da https://www.corrieredellosport.it

sabato 11 aprile 2026

PL ARSENAL-BOURNEMOUNTH= 1-2

Goals. 17'Kroupi, 35'Gyokeres(p), 74'Scott,
Arsenal. Raya; White (Mosquera 76), Saliba, Gabriel, Lewis-Skelly; Zubimendi (Gabriel Jesus 76), Rice; Madueke (Trossard 54), Havertz (Eze 54), Martinelli; Gyökeres.
Subs.  Kepa, Hincapié, Norgaard, Dowman, Salmon,
Manager. Mikel Arteta.
Bournemouth. Petrovic; Á. Jiménez (Smith 90), Hill, Senesi, Truffert; Scott, Christie (Adams 70); Rayan (Brooks 70), Kroupi (Toth 85), Tavernier; Evanilson (Unal 90).
Subs. Mandas, Enes Ünal, Doak, Diakité,
Manager. Andoni Iraola.
Booked. 
Truffert, Kroupi, Gyökeres, Hill,
Referee. Michael Oliver
Attendance. 60.210
Table. 70.Arsenal, 61.Manchester City, 55.Manchester United, 54.Aston Villa, 48.Chelsea, 47.Brentford,Everton, 44.Brighton..
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Il Bournemouth riapre ufficialmente la Premier League, in questo finale di stagione. La squadra di Iraola sorprende l'Arsenal all'Emirates Stadium, vincendo con merito per 2-1. Così, mentre le Cherries sognano un piazzamento europeo, i Gunners si trovano potenzialmente a +3 con lo scontro diretto col Manchester City - che al momento ha due gare in meno - da giocare la settimana prossima all'Etihad. Arteta si trova così a fronteggiare uno dei periodi più delicati dell'anno, dopo l'eliminazione dalla FA Cup e la sconfitta in finale di Coppa di Lega. Fin da subito è chiaro che la compattezza opposta dal Bournemouth al palleggio dell'Arsenal è molto efficace. E i londinesi, di rimando, non sono sempre così ineccepibili nel piazzamento senza palla. Così, non appena Madueke allenta la presa a destra, Christie imbuca meravigliosamente per Truffert. Il suo cross è deviato e Kroupi può appoggiare alle spalle di Raya indisturbato per il vantaggio delle Cherries (17'). Havertz ha subito la chance di pareggiare i conti di testa, ma manda alto da pochi passi. A riportare il punteggio in parità è Gyokeres, che dagli undici metri trasforma il rigore assegnato per il fallo di mani di Christie sul tiro di Gabriel. Nel secondo tempo, l'occasione migliore per l'Arsenal è un destro dalla distanza di Rice, che Petrovic manda in angolo con buona reattività (68'). Arteta cerca la scossa con i cambi, tuttavia ottiene l'effetto contrario. Il Bournemouth manovra bene a destra, Evanilson fa perfettamente da sponda per l'inserimento di Scott, che si presenta davanti a Raya e lo batte al 74' per l'1-2 finale. da https://www.gazzetta.it

mercoledì 8 aprile 2026

BOOK. "LA MAGIA DI BEERGKAMP. Romanzo di un attimo irripetibile" di Cosimo Giordano (Garrincha Edizioni), 2026

Arthur è un ragazzo londinese con due grandi passioni: il teatro e l’Arsenal. La domenica del 3 marzo 2002 ha la sensazione che la sua vita stia finalmente prendendo la piega giusta. Il giorno prima, durante una trasferta “romantica” a Newcastle upon Tyne insieme al suo nuovo amore, Vivian, assiste dal vivo a uno dei goal più leggendari della storia del calcio: la piroetta impossibile di Dennis Bergkamp. Quel gesto di pura genialità calcistica diventa per Arthur molto più di una semplice azione di gioco. Poi però, durante un altro viaggio, il suo destino cambia e gli crolla il mondo addosso. Ma quella magia a St. James’ Park, in qualche modo, lo aiuterà a rialzarsi. Una storia che parla di talento e di fragilità, di come la vita non segua mai il copione perfetto e di come la vera grandezza nasca dalla capacità di improvvisare quando tutto sembra perduto.

martedì 7 aprile 2026

CL SPORTING LISBOA-ARSENAL= 0-1


Goal. 91'Havertz,
Sporting. Rui Silva; Fresneda, Diomande, Inacio, Araujo; Simoes (Braganca 62), Morita; Catamo, Trincao, Pedro Goncalves (Nel 79); Suarez. 
Subs. Quaresma, Callai, Mangas, Virginia, Goncalves, Faye, Kochorashvili, Vagiannidis, Debast,
Manager. Rui Borges
Arsenal. Raya; White, Saliba, Gabriel, Calafiori; Odegaard (Havertz 70), Zubimendi, Rice; Madueke (Dowman 76), Gyokeres, Trossard (Martinelli 76). 
Subs. Kepa, Gabriel Jesus, Harriman-Annous, Noorgard, Ranson, Salmon, Lewis-Kelly, Mosquera,
Manager. Mikel Arteta
Referee. Siebert
Attendance. 50.804
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La differenza, nei momenti più difficili, la fa sempre la squadra. E l’Arsenal quest’anno è una squadra profonda come probabilmente nessuno in Europa. Lo mostra anche a Lisbona, nell’andata dei quarti di finale in casa dello Sporting: fino al 90’ lo 0-0 è il risultato più giusto, anche se le parate più difficili le fa David Raya, il migliore in campo. Poi arriva il minuto 91 e Gabriel Martinelli, entrato al 76’, parte da sinistra portandosi a spasso due avversari, vede Kai Havertz, dentro al 70’, scattare a centro area nel vuoto della difesa dello Sporting e lo lancia: il tedesco controlla, anticipa l’incerto Rui Silva, e mette dentro. 1-0 Arsenal, vantaggio pesante in vista del ritorno all’Emirates di mercoledì prossimo e comprensibile esultanza per Mikel Arteta.
Il gol di Havertz è pesante perché restituisce ai Gunners la sicurezza che le ultime due sconfitte costate Carabao Cup e FA Cup avevano fatto perdere loro. L’Arsenal non aveva mai perso due partite di fila quest’anno, non aveva mai infilato tre gare consecutive senza vincere come stava per fare fino al 90’. Ha sofferto, ha giocato decisamente meglio di sabato a Southampton, quando è andato a picco in Coppa d’Inghilterra, ma fino al gol di Havertz non aveva combinato molto nella fase offensiva.
C’era stata la traversa di Noni Madueke direttamente da calcio d’angolo al 15’; il gol annullato dalla Var a Martin Zubimendi per fuorigioco in fase di costruzione di Viktor Gyökeres al 62’. Poi poco altro. Troppo poco. C’erano state, soprattutto, le parate di Raya. Quella al 6’ con cui il portiere spagnolo devia sulla traversa un tiro ravvicinato di Araujo, il migliore dello Sporting, è pesante come un gol. Poi ha segnato Havertz, e l’Arsenal si è ricordato come si vince, cosa l’ha resa grande, cosa le ha permesso di sognare il Quadruple, vincere le quattro competizioni a cui partecipa, fino a quel doppio ko a cavallo della sosta.
Allo Sporting resta il rammarico di aver giocato una partita intelligente, di aver fatto per 90’ qualcosa meglio della squadra prima in Premier League. L’Arsenal però diventa la prima a uscire con una vittoria dal José Alvalade quest’anno, dove in Champions aveva perso anche il Psg. Quel gol di Havertz per i portoghesi è uno schiaffo mentale, uno che al ritorno andrà trasformato in rabbia, in voglia di provarci. L’Arsenal però ha qualcosa che lo Sporting non ha, che pochissime squadre in Europa hanno: una rosa profonda, piena di campioni. Piena di stelle come Havertz che possono giocare venti minuti e fare comunque la differenza. da https://www.gazzetta.it

sabato 4 aprile 2026

FAC SOUTHAMPTON-ARSENAL= 2-1


Goals. 35'Stewart, 68'Gyokeres, 85'Charles,
Southampton. Peretz; Bree, Harwood-Bellis, Wood, Manning (Quarshie 97); Bragg (Charles 76), Jander; Fellows, Azaz, Scienza (Edozie 71); Stewart (Larin 70). 
Subs. Long, Romeu, Oyekunle, Robinson, Archer,
Manager. Tonda Eckert
Arsenal. Kepa; White, Mosquera, Gabriel (Saliba 72), Lewis-Skelly (Calafiori 61); Odegaard (61' Madueke), Norgaard; Dowman, Havertz (Zubimendi 79), Martinelli; Gabriel Jesus (Gyokeres 60). 
Subs. Raya, Harriman-Annous, O'Neil, Salmon,
Manager. Mikel Arteta
Booked. Manning, Jander, Martinelli,
Referee. Sam Barrott
Attendance. 31.067
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domenica 22 marzo 2026

LCF ARSENAL-MANCHESTER CITY= 0-2


Goals. 60'O'Reilly, 64'O'Reilly, 
Arsenal. Kepa; White (Gabriel Jesus 82), Saliba, Gabriel, Hincapié (Calafiori 65); Zubimendi, Rice; Saka, Havertz (Madueke 66), Trossard (Martinelli 82); Gyokeres. 
Subs. Raya, Dowman, Noorgard, Lewis-Kelly, Mosquera,
Manager. Mikel Arteta
Manchester City. Trafford; Nunes, Khusanov, Aké, O'Reilly; Rodri, Bernardo Silva; Semenyo, Cherki (Foden 90), Doku; Haaland. 
Subs. Donnarumma, Savinho, Marmoush, Aitnori, Stones, Gonzales, Reijnders, Kovacevic,
Manager. Pep Guardiola
Booked. Hincapié, Khusanov, Kepa, White,
Referee. Peter Bankes
Attendance. 88.486
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L’uomo della coppa è sempre lui, Pep Guardiola. A Wembley è la festa del suo Manchester City, che batte 2-0 l’Arsenal grazie alla doppietta di Nico O’Reilly e conquista la Carabao Cup, la coppa di lega che Pep diventa il primo allenatore a sollevare cinque volte. Un trionfo più che meritato, perché quando si è cominciato a giocare davvero dopo il sonnacchioso primo tempo, il City è sembrato più in palla, più determinato, più concreto. Grazie al nuovo talento lanciato quest’anno da Pep, che giusto ieri ha festeggiato i 21 anni, ma soprattutto grazie a una squadra più determinata, salita di livello ben prima che una papera di Kepa regalasse il vantaggio al City. Ha vinto anche in questo, Guardiola, nella scelta del portiere di riserva: sia lui che Arteta hanno deciso di dare fiducia ai loro numeri 12, ma quello dell’Arsenal ha sulla coscienza il gol dell’1-0 che ha cambiato la partita e di fatto spento il sogno Quadruple, mentre quello del City al 7’ ha fatto una tripla parata che ha frenato lo slancio iniziale dei Gunners. Le coppe si vincono anche così.
O’Reilly avrebbe potuto farsi tanti regali per i suoi 21 anni, ma ha scelto la coppa coi tre manici, il trofeo numero 19 della gestione Pep al City. La sua doppietta, la seconda stagione, mostra quanto è cresciuto anche in zona gol. L’averla fatta sotto gli occhi di Thomas Tuchel, tra gli oltre 88mila di Wembley, lo candida a terzino sinistro titolare dell’Inghilterra al Mondiale. Il City ha vinto perché ha cambiato marcia quando c’è stato bisogno, trovando da O’Reilly i gol che ad altri non sono riusciti (Haaland a Wembley è andato in bianco per la settima volta in carriera). Con Bernardo Silva solito motorino inesauribile a centrocampo, il City torna a Manchester con una coppa in più e un vantaggio psicologico importante da provare a usare nel tentativo di rimonta in Premier. L’Arsenal ora ha 9 punti di vantaggio e una partita in più, ma con lo scontro diretto all’Etihad da giocare il 19 aprile il City vuole almeno provarci. Questa partita in fondo ha dimostrato che i rivali sono battibili e questo ko rischia di renderli più insicuri. Arteta ha scelto il momento peggiore per perdere una partita a Wembley per la prima volta in carriera. Lo ha tradito Kepa, sbagliando sul gol che ha dato via libera al City, ma anche una squadra incapace di accendersi, oltre quella tripla occasione al 7’. Kai Havertz da numero 10 ha fatto flop, Bukayo Saka ha confermato che gli manca ancora qualcosa per essere fenomeno, Viktor Gyökeres si è sbattuto tanto per mettere in difficoltà la coppia di centrali difensivi improvvisata da Guardiola (Dias ko, Guehi non utilizzabile in coppa) ma non ha mai avuto occasioni. Tanto che il migliore è stato Riccardo Calafiori, dentro al 65’ e l’uomo più attivo dell’Arsenal. Questa sconfitta, la prima dopo due mesi di imbattibilità in tutte le competizioni, non solo chiude il discorso Quadruple, quell’en plein mai riuscito a nessuno nel calcio inglese che per questi Gunners sembrava alla portata, ma fa venire dubbi sulla capacità mentale della squadra di Arteta di salire l’ultimo gradino che le manca per essere grande, quello di cominciare a vincere trofei. Le occasioni non mancheranno, perché l’Arsenal controlla la Premier ed è favorito sia nei quarti di Champions con lo Sporting che in quelli di FA Cup col Southampton, ma questa era una finale che sembrava poter vincere e invece si è incartato di nuovo con la coppa in vista. da https://www.gazzetta.it

martedì 17 marzo 2026

PL ARSENAL-BAYER LEVERKUSEN= 2-0 (Agg. 3-1)


Goals. 36'Eze, 63'Rice,
Arsenal. Raya; White (Mosquera 69), Saliba, Gabriel, Hincapié; Rice, Zubimendi (Norgaard 68); Saka, Eze (Havertz 69), Trossard (Martinelli 69); Gyokeres (Lewis-Kelly 90). 
Subs. Kapa, Jeus, Madueke, Dowman, Ranson, Calafiori,
Manager. Mikel Arteta.
Bayer Leverkusen. Blaswich; Quansah, Andrich (Fernandez 83), Tapsoba; Poku (Culbreath 60), Palacios (Schick 70), Garcia, Grimaldo; Maza, Terrier (6Tillman 60); Kofane. 
Subs. Omlin, Hoffmann, Oermann, Tape, Lomb,
Manager. Kasper Hjulmand
Booked. Palacios,
Referee. Danny Makkuele
Attendance. 57.537
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L'Arsenal di Mikel Arteta prosegue il proprio cammino in Champions League. I Gunners battono il Bayer Leverkusen 2-0 e accedono ai quarti di finale del torneo. Declan Rice e soci sfideranno lo Sporting, che ha posto fine al sogno del Bodo Glimt e ha regalato al proprio pubblico una splendida rimonta. I Gunners offrono invece una prestazione totalmente diversa rispetto all'andata, dove l'Arsenal aveva giocato una partita di livello molto inferiore rispetto alle proprie potenzialità. Se l'1-1 dell'appena citata sfida stava per certi versi stretto al Bayer Leverkusen, stasera la compagine di Arteta ha dominato per larghi tratti della partita nonostante le Aspririne si siano rese qualche volta pericolose in ripartenza.
Il Bayer Leverkusen di Kasper Hjulmand prova a giocare mediante le proprie caratteristiche migliori ma senza successo. L'Arsenal la sblocca grazie a una perla di Eberechi Eze, che buca un sino a quel momento insuperabile Janis Blaswich. La prodezza dell'ex Crystal Palace inaugura una serie di occasioni in favore dei padroni di casa. Declan Rice chiude i giochi nella ripresa e l'Arsenal riesce a passare il turno. Ai quarti di finale, come detto, i Gunners affronteranno lo Sporting: Viktor Gyokeres sfiderà il proprio passato. L'Arsenal rimane in corsa su tutti i fronti e fa da contrappeso positivo a una serata difficile per le altre squadre inglesi: sia il Manchester City che il Chelsea hanno infatti salutato la Champions League. da https://www.eurosport.it