martedì 7 aprile 2026

CL SPORTING LISBOA-ARSENAL= 0-1


Goal. 91'Havertz,
Sporting. Rui Silva; Fresneda, Diomande, Inacio, Araujo; Simoes (Braganca 62), Morita; Catamo, Trincao, Pedro Goncalves (Nel 79); Suarez. 
Subs. Quaresma, Callai, Mangas, Virginia, Goncalves, Faye, Kochorashvili, Vagiannidis, Debast,
Manager. Rui Borges
Arsenal. Raya; White, Saliba, Gabriel, Calafiori; Odegaard (Havertz 70), Zubimendi, Rice; Madueke (Dowman 76), Gyokeres, Trossard (Martinelli 76). 
Subs. Kepa, Gabriel Jesus, Harriman-Annous, Noorgard, Ranson, Salmon, Lewis-Kelly, Mosquera,
Manager. Mikel Arteta
Referee. Siebert
Attendance. 50.804
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La differenza, nei momenti più difficili, la fa sempre la squadra. E l’Arsenal quest’anno è una squadra profonda come probabilmente nessuno in Europa. Lo mostra anche a Lisbona, nell’andata dei quarti di finale in casa dello Sporting: fino al 90’ lo 0-0 è il risultato più giusto, anche se le parate più difficili le fa David Raya, il migliore in campo. Poi arriva il minuto 91 e Gabriel Martinelli, entrato al 76’, parte da sinistra portandosi a spasso due avversari, vede Kai Havertz, dentro al 70’, scattare a centro area nel vuoto della difesa dello Sporting e lo lancia: il tedesco controlla, anticipa l’incerto Rui Silva, e mette dentro. 1-0 Arsenal, vantaggio pesante in vista del ritorno all’Emirates di mercoledì prossimo e comprensibile esultanza per Mikel Arteta.
Il gol di Havertz è pesante perché restituisce ai Gunners la sicurezza che le ultime due sconfitte costate Carabao Cup e FA Cup avevano fatto perdere loro. L’Arsenal non aveva mai perso due partite di fila quest’anno, non aveva mai infilato tre gare consecutive senza vincere come stava per fare fino al 90’. Ha sofferto, ha giocato decisamente meglio di sabato a Southampton, quando è andato a picco in Coppa d’Inghilterra, ma fino al gol di Havertz non aveva combinato molto nella fase offensiva.
C’era stata la traversa di Noni Madueke direttamente da calcio d’angolo al 15’; il gol annullato dalla Var a Martin Zubimendi per fuorigioco in fase di costruzione di Viktor Gyökeres al 62’. Poi poco altro. Troppo poco. C’erano state, soprattutto, le parate di Raya. Quella al 6’ con cui il portiere spagnolo devia sulla traversa un tiro ravvicinato di Araujo, il migliore dello Sporting, è pesante come un gol. Poi ha segnato Havertz, e l’Arsenal si è ricordato come si vince, cosa l’ha resa grande, cosa le ha permesso di sognare il Quadruple, vincere le quattro competizioni a cui partecipa, fino a quel doppio ko a cavallo della sosta.
Allo Sporting resta il rammarico di aver giocato una partita intelligente, di aver fatto per 90’ qualcosa meglio della squadra prima in Premier League. L’Arsenal però diventa la prima a uscire con una vittoria dal José Alvalade quest’anno, dove in Champions aveva perso anche il Psg. Quel gol di Havertz per i portoghesi è uno schiaffo mentale, uno che al ritorno andrà trasformato in rabbia, in voglia di provarci. L’Arsenal però ha qualcosa che lo Sporting non ha, che pochissime squadre in Europa hanno: una rosa profonda, piena di campioni. Piena di stelle come Havertz che possono giocare venti minuti e fare comunque la differenza. da https://www.gazzetta.it

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