domenica 10 maggio 2026

PL WEST HAM-ARSENAL= 0-1

Goals. 83' Trossard
West Ham. Hermansen; Castagne, Mavropanos, Disasi (Wilson 85), Emerson; Alvarez, Soucek; Bowen, Mateus Fernandes, Paqueta; Castellanos (Pablo 67).
Subs. Foderingham, Todibo, Wan-Bissaka, Cresswell, Soler, Summerville, Guilherme,
Manager. Nuno Espirito Santo
Arsenal. Raya; White (Zubimendi 28) (Havertz 67), Saliba, Gabriel, Calafiori (Mosquera 48); Rice, 
Lewis-Skelly; Saka (Madueke 80), Eze (Odegaard 67), Trossard; Gyökeres (Gabriel Jesus 64).
Subs. Kepa, Hincapié, Nørgaard, Martinelli, Dowman, 
Manager. Mikel Arteta
Booked. Todibo, Saka, Castellanos, Summerbe, Mosquera, Saliba, Trossard,
Referee. Jarred Gillett
Attendance. 62.747
Table. 79.Arsenal, 74.Manchester City, 66.Manchester United, 62.Liverpool, 59.Aston Villa, 56.Newcastle, 54.Chelsea, 53.Tottenham, 52.Brighton, 49.Bournemouth....
-----------------------------------------------------
I giocatori di Arsenal e West Ham sono radunati sulla linea laterale. Oltre non possono andare. Oltre, a pochi passi, c’è l’arbitro Christopher Kavanagh, che al monitor VAR sta decidendo sul possibile 1-1 del West Ham, che Callum Wilson è convinto di aver segnato al 95’. Quando Kavanagh parla, tutto lo stadio si zittisce: “Dopo revisione, il numero 19 del West Ham (Pablo, ndr) commette fallo sul portiere dell’Arsenal - racconta l’arbitro -. La mia decisione finale è che il gol è da annullare”. È così che la Premier resta nelle mani dei Gunners, con un 1-0 deciso da un gol di Leo Trossard all’83’ che li riporta a +5 in classifica sul Manchester City, che ha una partita in meno. La squadra di Arteta, anche grazie a quel gol annullato, resta padrona del proprio destino. Quello del West Ham, invece, sembra fare sempre più rima con Championship: la squadra di Espirito Santo in questo momento è la prima delle retrocesse, domani il Tottenham impegnato in casa contro il Leeds, da questo pomeriggio ufficialmente salvo come il Nottingham Forest, può mandare gli Hammers a 4 punti dalla salvezza. È per questo che quella decisione dell’arbitro, quella revisione al monitor Var, era così importante.
Il fallo di Pablo su Raya che cancella il gol del pari è abbastanza evidente, rivisto al monitor. Un braccio sul collo che limita il movimento del portiere, che gli impedisce di uscire meglio di come ha fatto, con la palla poi catturata da Callum Wilson e finita in rete. Quella tecnologia che i tifosi inglesi tanto odiano stavolta è servita. L’Arsenal, tutto sommato, questo 1-0 che tiene la Premier nelle sue mani se l’è meritato. Trossard, l’eroe, è stato il migliore in campo di una squadra dominante nei primi 20’, fino all’infortunio di Ben White (anche Mikel Arteta dopo è andato in confusione, con almeno un paio di cambi rivedibili), e poi incerta, schiacciata forse dalla pressione di dover vincere e respinta più volte dal muro del West Ham. Dei 15 tiri totali a referto, nove l’Arsenal li ha fatti prima dell’infortunio di White. Oltre a Trossard, fondamentale Martin Ødegaard, in campo a metà ripresa e decisivo ben oltre l’assist per il gol. E solita enorme partita di Declan Rice, nonostante Arteta abbia provato a sabotarla spostandolo terzino destro per la seconda metà della frazione d’apertura. Una mossa corretta a inizio ripresa. L’Arsenal ora ha davanti le sfide col già retrocesso Burnley all’Emirates lunedì prossimo e la trasferta a Selhurst Park col Crystal Palace per chiudere la Premier il 24 maggio. Il primo titolo dopo 22 anni resta tra le mani della squadra di Arteta, che nelle ultime due partite non si può però permettere passaggi a vuoto come quello nel gelido pomeriggio del London Stadium. Il West Ham invece deve solo sperare, perché la prima retrocessione dal 2011 sarebbe una mazzata per un club che, comunque finisca la stagione, in estate sarà costretto a vendere. da https://www.gazzetta.it

martedì 5 maggio 2026

CLS ARSENAL-ATLETICO MADRID= 1-0 (agg. 2-1)



Goal. 44' Saka,
Arsenal. Raya; White, Saliba, Gabriel, Calafiori (Hincapié 58); Rice, Lewis-Skelly (Zubimendi 73); Saka (Madueke 58), Eze (Odegaard 58), Trossard (Martinelli 83); Gyökeres.
Subs. Kepa, Setford, Noorgard, Dowman, Merino,  Gabriel Jesus, Havertz,
Manager. Mikel Arteta
Atletico Madrid. Oblak; Pubill, Le Normand (Molina 57), Hancko, Ruggeri; Simeone (Cardoso 57), Llorente, Koke, Lookman (Sørloth 57); Griezmann (Baena 66), Álvarez (Almada 66).
Subs. Bonar, Diaz, Musso, Giménez, Mendoza, Vargas,
Manager. Diego Simeone
Booked. Pubill, Koke, Kepa,
Referee. Daniel Siebert
Attendance. 60.262
----------------------------------------------
La storia dell’Arsenal passerà da Budapest, sabato 30. Sarà il giorno della seconda finale di Champions League nella storia del club, contro Psg o Bayern con l’idea di sovvertire il pronostico che vede chiunque passi dalla semifinale di Monaco di stasera come favorito. L’Arsenal si è sbarazzato 1-0 dell’Atletico Madrid per guadagnarsi la chance di poter vincere per la prima volta quella coppa che il suo popolo sogna. L’autore del gol decisivo è Bukayo Saka, l’eroe di casa al posto giusto al momento giusto quando al 45’ cattura una respinta difficile di Jan Oblak su tiro di Leo Trossard e la trasforma in una rete storica. Saka è solo la punta dell’iceberg di una squadra ottima a cui manca un trofeo per diventare grandissima. L’ultimo scalino della scala verso il paradiso calcistico per i Gunners porta a quella Premier che, a tre giornate dalla fine, controlla con 5 punti di vantaggio. O a quella Champions che finora all’Emirates, più che un sogno, era la perfetta chiusura per uno dei tanti cori dei tifosi.

Quando l’arbitro Siebert fischia la fine, l’Emirates tutto capisce che la finale di Champions non è più un sogno. Saka esulta di nuovo, stavolta sotto la pioggia, come aveva fatto dopo il gol decisivo. Riccardo Calafiori, partito titolare e in campo per la prima ora, guida lo splendido tuffo sotto la curva mentre nello stadio risuona l’inno del club, quel “North London forever”, Londra nord per sempre, che continua con “indipendentemente dal tempo” perfetto per questa festa bagnata. E meritata, perché l’Arsenal questa vittoria nella semifinale di ritorno se l’è guadagnata. Il gol di Saka, rientrato all’andata da un lungo infortunio ma ancora con minutaggio limitato che l’ha costretto a uscire al 60’, è il giusto premio per una squadra che ha fatto qualcosa in più in una partita fino a quel momento bloccata. L’Arsenal ha dimostrato tutto l’anno di saper vincere anche gare così, e non a caso arriva in finale come unica imbattuta della Champions 2025-26. Merito anche della sua difesa, della super coppia Saliba-Gabriel che sbaglia pochissimo (il brasiliano in particolare praticamente niente: il suo salvataggio in apertura di ripresa su Giuliano Simeone vale come un gol), cancella Antoine Griezmann e Julián Álvarez e aiuta il sempre attento portiere David Raya a tenere la porta inviolata per la nona volta in questa edizione della Champions. Il conto dei gol subiti resta a 6, visto che quella super difesa ha mandato in bianco l’Atletico per la prima volta in Europa dopo 37 gare.

L’Atletico ha fatto troppo poco in attacco per mettere in difficoltà questi Gunners, e in difesa ha pagato uno dei pochi momenti di incertezza: Simeone ci ha provato con le sostituzioni, ma l’Arsenal non ha mai ceduto, ha usato l’entusiasmo contagioso dei 60mila che hanno riempito l’Emirates come energia extra. Quel popolo di tifosi pronto a seguirli “per terra e per mare” si riverserà anche a Budapest a fine mese. Questa finale da sogno arriverà sei giorni dopo l’ultima giornata di Premier League, sei giorni dopo che l’Arsenal spera di aver già chiuso un digiuno che dura da 22 anni. Sognare di poterci aggiungere la Champions racconta di quanto questa stagione della squadra di Arteta sia stata clamorosa. E di quanto quella finale possa essere l’inizio di una nuova storia, quella in cui l’Arsenal è, senza più dubbi, una delle grandissime d’Europa. da https://www.gazzetta.it