Arsenal. Raya; Mosquera, Saliba, Gabriel, Calafiori (Hinchapie 72); Rice, Eze (Lewis Kelly 73); Saka, Odegaard (Zubimendi 93), Trossard (Martinelli 93); Havertz (Gyokeres 73).
Subs. Kepa, Madueke, Dowman, Jesus
Manager. Mikel Arteta
Burnley. Weiß; Walker, Tuanzebe, Estève (Humphreys 82), Pires; Ugochukwu (Laurent 70), Florentino (Amdouni 78); Tchaouna (Bruun Larsen 82), Hannibal (Ward-Prowse 70), Anthony; Flemming.
Subs. Dúbravka, Hartman, Worrall, Edwards.
Manager. Mike Jackson
Booked. Hannibal, Havertz, Flemming, Pires,
Referee. James Bell
Attendance. 60.274
Table. 82.Arsenal, 77.Manchester City, 68.Manchester United, 62.Aston Villa, 59.Liverpool, 55.Bournemounth, 53.Brighton, 52.Brentford..
Subs. Kepa, Madueke, Dowman, Jesus
Manager. Mikel Arteta
Burnley. Weiß; Walker, Tuanzebe, Estève (Humphreys 82), Pires; Ugochukwu (Laurent 70), Florentino (Amdouni 78); Tchaouna (Bruun Larsen 82), Hannibal (Ward-Prowse 70), Anthony; Flemming.
Subs. Dúbravka, Hartman, Worrall, Edwards.
Manager. Mike Jackson
Booked. Hannibal, Havertz, Flemming, Pires,
Referee. James Bell
Attendance. 60.274
Table. 82.Arsenal, 77.Manchester City, 68.Manchester United, 62.Aston Villa, 59.Liverpool, 55.Bournemounth, 53.Brighton, 52.Brentford..
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Se il City dovesse vincere in casa di una squadra che non perde da 16 partite, la festa dell’Arsenal è verosimilmente solo rimandata. Domenica, nell’ultimo turno, i Gunners giocano a Selhurst Park col Crystal Palace (impegnato tre giorni dopo nella finale di Conference) sapendo che serve una vittoriaperché il capitano Martin Ødegaard sollevi a fine gara il trofeo della Premier League. “Tre partite per due sogni” diceva uno striscione all’Emirates prima della partita col Burnley che includeva anche le sagome dei trofei di Premier e Champions. Il primo è a un passo dal materializzarsi.
È bastato un gol di Kai Havertz, l’ennesimo gol della stagione da calcio di punizione che il tedesco ha firmato al 37’, per scatenare la festa dell’Emirates. A a tre partite dal sogno, conta solo vincere ed è proprio quello che ha fatto l’Arsenal. Come, è secondario: poco importa se i Gunners hanno segnato solo un gol alla peggior difesa del torneo, se la differenza reti, primo discrimine in caso di arrivo a pari punti, è ancora favorevole al City. Era l’ultima partita interna della stagione, contava vincere e festeggiare. E i Gunners l’hanno fatto, con quei tifosi pronti domani sera a tirare fuori tutto il loro orgoglio, se il City non dovesse vincere, o a invadere Selhurst Park domenica e poi Budapest sabato per la finale di Champions. Il Burnley, da tempo retrocesso, ha fatto appena resistenza: Leo Trossard ha preso un palo clamoroso al 15’, prima del gol di Havertz l’Arsenal aveva costruito più di un’occasione e nella ripresa ha anche scheggiato una traversa con Eberechi Eze. Ødegaard ha mostrato che ha smaltito i problemi fisici che l’hanno frenato tutto l’anno ed è pronto a usare la sua creatività per un finale storico. Declan Rice ha dominato ancora una volta in mezzo al campo, stavolta da mediano alla difesa. L’Arsenal ha chiuso con soli tre tiri in porta, ma l’importante era vincere, andare a +5 sul City e aspettare di vedere se per conquistare la Premier (il trofeo che i tifosi sceglierebbero, se proprio dovessero) basta questo primo match point questa sera.
Adesso tocca al City a Bournemouth provare a rispondere. I Gunners sanno che il traguardo è vicinissimo, che quella parata ufficiosamente già programmata per il 31 maggio, il giorno dopo la finale di Champions, salvo cataclismi avrà come ospite d’onore il trofeo della Premier League. Quello che l’Arsenal non tocca dal 2004, dagli invincibili di Arsene Wenger che chiusero il campionato imbattuti. La loro leggenda è ancora viva all’Emirates Stadium, ma la squadra di Arteta ha tutto quello che serve per aprire un ciclo. Le manca solo un trofeo importante, il successo che la spinga sul trono. Quello che tutto il popolo Gunners spera di poter festeggiare prima possibile. da https://www.gazzetta.it


