lunedì 18 maggio 2026

PL ARSENAL-BURNLEY= 1-0

Goals. 36' Havertz,
Arsenal. Raya; Mosquera, Saliba, Gabriel, Calafiori (Hinchapie 72); Rice, Eze (Lewis Kelly 73); Saka, Odegaard (Zubimendi 93), Trossard (Martinelli 93); Havertz (Gyokeres 73).
Subs. Kepa, Madueke, Dowman, Jesus
Manager. Mikel Arteta
Burnley. Weiß; Walker, Tuanzebe, Estève (Humphreys 82), Pires; Ugochukwu (Laurent 70), Florentino (Amdouni 78); Tchaouna (Bruun Larsen 82), Hannibal (Ward-Prowse 70), Anthony; Flemming.
Subs. Dúbravka, Hartman, Worrall, Edwards.
Manager. Mike Jackson
Booked. Hannibal, Havertz, Flemming, Pires,
Referee. James Bell
Attendance. 60.274
Table. 82.Arsenal, 77.Manchester City, 68.Manchester United, 62.Aston Villa, 59.Liverpool, 55.Bournemounth, 53.Brighton, 52.Brentford..
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Se il City dovesse vincere in casa di una squadra che non perde da 16 partite, la festa dell’Arsenal è verosimilmente solo rimandata. Domenica, nell’ultimo turno, i Gunners giocano a Selhurst Park col Crystal Palace (impegnato tre giorni dopo nella finale di Conference) sapendo che serve una vittoriaperché il capitano Martin Ødegaard sollevi a fine gara il trofeo della Premier League. “Tre partite per due sogni” diceva uno striscione all’Emirates prima della partita col Burnley che includeva anche le sagome dei trofei di Premier e Champions. Il primo è a un passo dal materializzarsi.
È bastato un gol di Kai Havertz, l’ennesimo gol della stagione da calcio di punizione che il tedesco ha firmato al 37’, per scatenare la festa dell’Emirates. A a tre partite dal sogno, conta solo vincere ed è proprio quello che ha fatto l’Arsenal. Come, è secondario: poco importa se i Gunners hanno segnato solo un gol alla peggior difesa del torneo, se la differenza reti, primo discrimine in caso di arrivo a pari punti, è ancora favorevole al City. Era l’ultima partita interna della stagione, contava vincere e festeggiare. E i Gunners l’hanno fatto, con quei tifosi pronti domani sera a tirare fuori tutto il loro orgoglio, se il City non dovesse vincere, o a invadere Selhurst Park domenica e poi Budapest sabato per la finale di Champions. Il Burnley, da tempo retrocesso, ha fatto appena resistenza: Leo Trossard ha preso un palo clamoroso al 15’, prima del gol di Havertz l’Arsenal aveva costruito più di un’occasione e nella ripresa ha anche scheggiato una traversa con Eberechi Eze. Ødegaard ha mostrato che ha smaltito i problemi fisici che l’hanno frenato tutto l’anno ed è pronto a usare la sua creatività per un finale storico. Declan Rice ha dominato ancora una volta in mezzo al campo, stavolta da mediano alla difesa. L’Arsenal ha chiuso con soli tre tiri in porta, ma l’importante era vincere, andare a +5 sul City e aspettare di vedere se per conquistare la Premier (il trofeo che i tifosi sceglierebbero, se proprio dovessero) basta questo primo match point questa sera.
Adesso tocca al City a Bournemouth provare a rispondere. I Gunners sanno che il traguardo è vicinissimo, che quella parata ufficiosamente già programmata per il 31 maggio, il giorno dopo la finale di Champions, salvo cataclismi avrà come ospite d’onore il trofeo della Premier League. Quello che l’Arsenal non tocca dal 2004, dagli invincibili di Arsene Wenger che chiusero il campionato imbattuti. La loro leggenda è ancora viva all’Emirates Stadium, ma la squadra di Arteta ha tutto quello che serve per aprire un ciclo. Le manca solo un trofeo importante, il successo che la spinga sul trono. Quello che tutto il popolo Gunners spera di poter festeggiare prima possibile. da https://www.gazzetta.it

domenica 10 maggio 2026

PL WEST HAM-ARSENAL= 0-1

Goals. 83' Trossard
West Ham. Hermansen; Castagne, Mavropanos, Disasi (Wilson 85), Emerson; Alvarez, Soucek; Bowen, Mateus Fernandes, Paqueta; Castellanos (Pablo 67).
Subs. Foderingham, Todibo, Wan-Bissaka, Cresswell, Soler, Summerville, Guilherme,
Manager. Nuno Espirito Santo
Arsenal. Raya; White (Zubimendi 28) (Havertz 67), Saliba, Gabriel, Calafiori (Mosquera 48); Rice, 
Lewis-Skelly; Saka (Madueke 80), Eze (Odegaard 67), Trossard; Gyökeres (Gabriel Jesus 64).
Subs. Kepa, Hincapié, Nørgaard, Martinelli, Dowman, 
Manager. Mikel Arteta
Booked. Todibo, Saka, Castellanos, Summerbe, Mosquera, Saliba, Trossard,
Referee. Jarred Gillett
Attendance. 62.747
Table. 79.Arsenal, 74.Manchester City, 66.Manchester United, 62.Liverpool, 59.Aston Villa, 56.Newcastle, 54.Chelsea, 53.Tottenham, 52.Brighton, 49.Bournemouth....
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I giocatori di Arsenal e West Ham sono radunati sulla linea laterale. Oltre non possono andare. Oltre, a pochi passi, c’è l’arbitro Christopher Kavanagh, che al monitor VAR sta decidendo sul possibile 1-1 del West Ham, che Callum Wilson è convinto di aver segnato al 95’. Quando Kavanagh parla, tutto lo stadio si zittisce: “Dopo revisione, il numero 19 del West Ham (Pablo, ndr) commette fallo sul portiere dell’Arsenal - racconta l’arbitro -. La mia decisione finale è che il gol è da annullare”. È così che la Premier resta nelle mani dei Gunners, con un 1-0 deciso da un gol di Leo Trossard all’83’ che li riporta a +5 in classifica sul Manchester City, che ha una partita in meno. La squadra di Arteta, anche grazie a quel gol annullato, resta padrona del proprio destino. Quello del West Ham, invece, sembra fare sempre più rima con Championship: la squadra di Espirito Santo in questo momento è la prima delle retrocesse, domani il Tottenham impegnato in casa contro il Leeds, da questo pomeriggio ufficialmente salvo come il Nottingham Forest, può mandare gli Hammers a 4 punti dalla salvezza. È per questo che quella decisione dell’arbitro, quella revisione al monitor Var, era così importante.
Il fallo di Pablo su Raya che cancella il gol del pari è abbastanza evidente, rivisto al monitor. Un braccio sul collo che limita il movimento del portiere, che gli impedisce di uscire meglio di come ha fatto, con la palla poi catturata da Callum Wilson e finita in rete. Quella tecnologia che i tifosi inglesi tanto odiano stavolta è servita. L’Arsenal, tutto sommato, questo 1-0 che tiene la Premier nelle sue mani se l’è meritato. Trossard, l’eroe, è stato il migliore in campo di una squadra dominante nei primi 20’, fino all’infortunio di Ben White (anche Mikel Arteta dopo è andato in confusione, con almeno un paio di cambi rivedibili), e poi incerta, schiacciata forse dalla pressione di dover vincere e respinta più volte dal muro del West Ham. Dei 15 tiri totali a referto, nove l’Arsenal li ha fatti prima dell’infortunio di White. Oltre a Trossard, fondamentale Martin Ødegaard, in campo a metà ripresa e decisivo ben oltre l’assist per il gol. E solita enorme partita di Declan Rice, nonostante Arteta abbia provato a sabotarla spostandolo terzino destro per la seconda metà della frazione d’apertura. Una mossa corretta a inizio ripresa. L’Arsenal ora ha davanti le sfide col già retrocesso Burnley all’Emirates lunedì prossimo e la trasferta a Selhurst Park col Crystal Palace per chiudere la Premier il 24 maggio. Il primo titolo dopo 22 anni resta tra le mani della squadra di Arteta, che nelle ultime due partite non si può però permettere passaggi a vuoto come quello nel gelido pomeriggio del London Stadium. Il West Ham invece deve solo sperare, perché la prima retrocessione dal 2011 sarebbe una mazzata per un club che, comunque finisca la stagione, in estate sarà costretto a vendere. da https://www.gazzetta.it