I dirigenti dell'Arsenal stamani hanno contattato telefonicamente quelli dell'Udinese per fare il punto della situazione sui disordini a Londra e si sono dichiarati "ottimisti" sul regolare svolgimento della gara di andata dei preliminari di Champions League tra Gunners e i bianconeri, in programma martedì all'Emirates Stadium di Londra. Le notizie provenienti dalla Gran Bretagna hanno in parte tranquillizzato i tifosi friulani che hanno già acquistato il biglietto aereo per intraprendere la trasferta, dopo che ieri alcuni fan avevano cercato di disdire la prenotazione. Si calcola che all'Emirates Stadium, ci saranno quasi 700 tifosi bianconeri, alcuni dei quali partiranno già nelle prime ore di domenica in pullman. "Sicuramente la guerriglia in atto a Londra ha creato un po' di timore tra la tifoseria - ha dichiarato il presidente dell'Associazione Udinese Club, Edi Morandini - ma sappiamo che sarà garantito un adeguato servizio d'ordine, senza contare che i tifosi friulani sono notoriamente molto corretti e non risponderanno a eventuali provocazioni". Intanto procede a ritmo sostenuto la prevendita dei tagliandi per la gara di ritorno allo stadio Friuli del 24 agosto. Alle 13.00 di oggi risultano venduti più di settemila tagliandi, con gli abbonati che hanno garantito uno sconto del 40%.
giovedì 11 agosto 2011
mercoledì 10 agosto 2011
Chamakh: “Nasri e Fabregas partiranno”
Marouane Chamakh ne è convinto: il futuro di Cesc Fabregas e Samir Nasri è lontano dall’Arsenal. I due assi del club londinese si stanno infatti per accasare rispettivamente a Barcellona e Manchester City, con l’attaccante marocchino che ammette un certo sconforto ai microfoni de “L’Equipe TV”: “Credo che entrambi vogliano lasciare il club. E’ una situazione difficile per l’allenatore. Non credo si tratti di denaro nel caso di Cesc e Samir. Wenger sta cercando delle valide alternative, ma ancora non le ha trovate, e prima di farli partire vuole riuscirci. Questa è la mia opnione… Cesc è diversi anni che vuole andare al Barcellona, mentre Nasri ha solamente un anno di contratto e, se non verrà ceduto ora, se ne andrà gratis la prossima estate”.
Londra brucia, la scala mobile della povertà
di Richard Newbury (tratto da www.lastampa.it)
La Londra che brucia in questi giorni ha alcune caratteristiche che agli italiani sembrano «straniere». La prima è il diritto di primogenitura, che da mille anni prevede che il primo maschio erediti praticamente l’intero patrimonio, mentre ai fratelli e alle sorelle spettano soltanto piccole proprietà. Questo ha portato non solo alla mobilità sociale ma anche, già nel Medio Evo, a un vivacissimo mercato immobiliare. La seconda caratteristica dei londinesi è che, quanto più ricchi diventano, tanto più si allontanano dal centro, prima verso i sobborghi, poi in campagna, dove sostituiscono il giardino suburbano con una tenuta, come fece Shakespeare con la casa di Stratford e il nuovo stemma di gentiluomo. In generale West London - dove l’acqua e l’aria sono più pure - è più sofisticata di East London. Quando in passato i giovani alla moda colonizzarono quelle aree povere dove era sconveniente mettere piede, come Dalston e Hackney a Nord e Stackwell e Peckham a Sud della city, all’improvviso lì spuntarono gallerie d’arte, ristoranti e annessi intellettuali. Ora quelle spaziose case vittoriane, un tempo suddivise in più appartamenti, sono diventate eleganti case unifamiliari ad appena un miglio dalla city. Il conseguente rialzo dei prezzi, come sempre, scaccia gli attuali occupanti multiculturali, che solo una generazione fa avevano sostituito la classe operaia bianca e la piccola borghesia. Anche gli immigrati hanno sempre seguito la scala immobiliare. Un miglio a Sud di Hackney c’è Brick Lane Market con i suoi laboratori tessili. Dopo l’espulsione degli ugonotti dalla Francia ordinata da Luigi XIV nel 1685, trecentomila di loro arrivarono in Inghilterra, dove impiantarono seterie e costruirono la cappella ugonotta di Brick Lane. Tra il 1880 e il 1914 la massiccia immigrazione di ebrei in fuga dai pogrom in Polonia e in Russia soppiantò gli ugonotti, proseguendo l’industria tessile, mentre la cappella diventava una sinagoga. La prima generazione di ebrei nata a Londra si spostò a Hackney, come i genitori di Harold Pinter. Il risultato della loro ascesa sociale è non solo Marks and Spencer, Sainsbury’s, Dixon, Tesco e Amstrad, tutte catene cominciate con una bancarella al mercato di Brick Lane, ma anche l’approdo dei nipoti ai vertici dei media e della legge, con casa a Hampstead e Golders Green. Quarant’anni fa gli immigrati dal Bangladesh presero il posto degli ebrei e la sinagoga divenne una moschea; più di recente, lì è arrivata una comunità musulmana kosovara. Questa è la scala mobile dell’immigrazione, nella quale gli ugonotti, gli ebrei e i musulmani sono stati più lesti degli irlandesi e degli afro-caraibici.
Questa è la storia dell’East End. E il West End? A partire dal 1968 io ho vissuto in quattro zone di Londra dove oggi non potrei permettermi di affittare neppure un garage - mentre allora potevo viverci col mio stipendio di insegnante. Il mio primo appartamento fu a Soho, quand’era il cuore della vita bohémienne e sui tetti si vedevano file continue di gente nuda a prendere il sole. Poi ho abitato nel quartiere di Hampstead con vista sui boschi di Hampstead Heath. Quindi ci fu un appartamento su King’s Road, a Chelsea, sotto il quale la regina e Lord Patrick Plunket erano soliti cenare in incognito dopo essere stati al cinema dall’altra parte della strada. L’alloggio successivo fu a Notting Hill, un quartiere che, quand’ero adolescente, era considerato il più pericoloso di Londra, dove regnavano lo strozzino Rachman e i trafficanti di droga caraibici. Le case che si vedono in «Notting Hill», il film con Hugh Grant, costano ora decine di milioni, mentre allora passavano, strada dopo strada, dalla condizione di topaie piccole e sovraffollate - come si vede nel film di culto «Shakespeare a colazione» - ad appartamenti-gioiello. Neppure David Cameron può permettersi di comprare casa a Notting Hill; infatti vive nella un tempo disdegnata Ladbroke Grove, sul lato sbagliato dei binari della metropolitana. L’unica ombra ancora proiettata dalla vecchia Notting Hill è il Carnevale di Portobello Road. I miei figli e i loro nipoti che adesso vivono a Hackney stanno semplicemente seguendo la tradizione familiare e le orme di tutti i londinesi che hanno sempre cercato in territori nuovi un habitat a portata delle loro risorse. Per vincere questa corsa, occorre però essere il pioniere che compra casa prima che una copia del Guardian e del Financial Times appaia nella rastrelliera del blindatissimo giornalaio e una Volvo venga parcheggiata nella strada ancora lercia.
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