mercoledì 17 giugno 2020

ARTICOLO. Premier League, tutto pronto per la ripartenza: Liverpool a un passo dal titolo

Anche la Premier League è pronta al ritorno dopo il break forzato a causa della pandemia di coronavirus. Si comincia domani, 17 giugno, con due recuperi: Aston Villa-Sheffield Utd e, a seguire, l'atteso big match tra Manchester City e Arsenal. La conclusione è programmata per il 26 luglio mentre l'ultimo atto della stagione sarà la finale di FA Cup l'1 agosto. Gli ultimi nove turni assegneranno il titolo, i posti in Champions League, quelli in Europa League e le tre retrocessioni. Al Liverpool bastano altri 6 punti per tornare dopo 30 anni campione. Una ripresa che, ovviamente, avverrà seguendo rigide misure di sicurezza, con cinque sostituzioni permesse, stadi a porte chiuse, e tutte le gare verranno trasmesse in tv, alcune di esse anche in chiaro. Intanto ha dato esito negativo il secondo test a cui si è sottoposto il giocatore del Norwich risultato positivo al coronavirus la scorsa settimana. Il calciatore, ancora sconosciuto, aveva giocato in amichevole contro il Tottenham e ora sta osservando un isolamento di 7 giorni che gli farà saltare il ritorno in campionato della sua squadra impegnata venerdì in Premier League contro il Southampton.

La Premier è ferma alla 29esima giornata con il Liverpool vicinissimo a vincere quel titolo che, nonostante i grandi successi internazionali, in casa manca da 30 anni. La squadra di Klopp guida la classifica con 82 punti totali, con ben 25 lunghezze di vantaggio sul Manchester City di Guardiola secondo; quindi al Liverpool mancano 6 punti per la matematica conquista del titolo di campione d'Inghilterra. Al terzo posto c'è il Leicester con 53 punti, Chelsea quarto a quota 48 a chiudere per il momento la zona Champions. Segue il Manchester United a 45 punti, quindi Wolverhampton e Sheffield United appaiate a 43 in zona Europa League e a ruota il Tottenham (41) e l'Arsenal (40), inseguite dalla coppia Burnley e Crystal Palace (39 punti). Troviamo poi l'Everton di Ancelotti a 37, il Newcastle a 35 e il Southampton 34 prima della zona retrocessione che vede invischiate Brighton a 29, West Ham, Watford e Bournemouth a 27, Aston Villa a 25 e il Norwich con 21 punti.

Per le prime 12 partite di Premier, i giocatori non avranno i loro nomi sulla maglia, ma la scritta "Black Lives Matter". Lo slogan della protesta scatenata negli Stati Uniti dall'omicidio di George Floyd, sarà quindi sulla schiena dei calciatori del campionato inglese. Un badge "Black Lives Matter" apparirà inoltre su tutte le magliette da gioco per il resto della stagione, insieme al ringraziamento al personale sanitario per il lavoro svolto durante l'epidemia di Covid-19. A proposito di virus, da elogiare l'iniziativa del Manchester City di Guardiola con i giocatori che indosseranno una maglietta speciale con la dicitura "Cityzens Giving For Recovery" invece dei loro soliti sponsor. La scritta di riferisce a un gruppo che raccoglie fondi in questo periodo di emergenza per aiutare le comunità a rialzarsi dopo la pandemia.

Anche la Premier dovrà rispettare un rigido protocollo anti Covid. Al momento dell'ingresso in campo, se lo stadio è dotato di un solo tunnel, i giocatori ospiti precederanno quelli locali; i giocatori non dovranno allinearsi durante l'inno della Premier; non sono consentite le strette di mano; le panchine saranno ampliate per favorire il distanziamento sociale, attraverso sedili posizionati accanto ad esse e una nuova disposizione degli stessi; anche coloro che presidiano l'area tecnica devono mantenere le distanze sociali, rimanendo all'interno delle zone contrassegnate; non saranno presenti i raccattapalle; se un pallone dovesse andare in tribuna, l'arbitro deciderà se recuperarlo o meno, senza perdere troppo tempo; l'arbitro può consentire anche di usare palloni posizionati ai bordi del terreno di gioco; se giocatore ha bisogno di assistenza medica in campo, il personale medico del club deve indossare i dispositivi adeguati e appropriati; il direttore di gara garantirà due pause per il ristoro, a metà dei due tempi, che non devono durare oltre un minuto; ogni giocatore dovrà bere dalla propria bottiglia; gli allenatori possono impiegare cinque sostituzioni (per un massimo di tre interruzioni per squadra) e le squadre possono avere nove panchinari; il riscaldamento sarà permesso al massimo a tre panchinari per squadra; gli arbitri saranno controllati come i giocatori e seguiranno gli stessi protocolli; infine, il VAR sarà operativo e nella stanza VAR si rispetterà il distanziamento.
da https://www.repubblica.it/

giovedì 4 giugno 2020

Arsenal, Ozil fatto fuori dall'Adidas: è considerato in declino e scomodo (anche per il legame con Erdogan)

Il colosso tedesco ha deciso di non rinnovare l'accordo di sponsorizzazione con il centrocampista, che in sette anni gli ha fruttato quasi 20 milioni di euro, per le perplessità riguardanti la sua immagine pubblica e l'amicizia con il presidente turco
Dopo essere rimasto a piedi con la Mercedes, che nel 2018 ha chiuso il rapporto di sponsorizzazione, Mesut Ozil è rimasto pure a piedi nudi: l’Adidas ha infatti deciso di non rinnovargli il contratto come sponsor tecnico che scade in estate e che negli ultimi sette anni (lo aveva firmato nel 2013, quando giocava nel Real Madrid) gli ha fruttato 17,5 milioni di sterline (quasi 20 milioni di euro).
Secondo quanto riporta la Bild, la decisione del colosso sportivo tedesco, che è anche sponsor tecnico della Germania, sarebbe stata motivata dalle perplessità riguardanti l’immagine pubblica del centrocampista dell’Arsenal, fortemente intaccata anche a causa del suo rapporto con il controverso presidente turco Erdogan. Dopo essere stato immortalato al suo fianco prima del Mondiale 2018, Ozil aveva infatti ricevuto critiche a non finire da parte di molte associazioni per i diritti umani, cosa che non l’aveva però fermato dallo scegliere proprio il suo amico Erdogan come testimone di nozze lo scorso giugno, in occasione del matrimonio con Amine Gulse.
Non bastasse, a dicembre del 2019 la stella dei Gunners era stata coinvolta anche in una pesante polemica con la Cina per via del trattamento riservato ai musulmani uiguri, che aveva portato alla cancellazione della partita Arsenal-Manchester City, che doveva essere trasmessa in diretta nel paese asiatico e alla rimozione di Ozil dalla versione cinese di Pro Evolution Soccer 2020.
In realtà, almeno a leggere il Daily Mail, non sarebbero state queste controversie a sfondo politico la vera ragione alla base della decisione dell’Adidas di non estendere il contratto con Ozil: a pesare sul mancato rinnovo sarebbero infatti stati il suo ridotto appeal a livello internazionale (complice il ritiro dalla Nazionale tedesca nel 2018) e l’incertezza sul suo futuro all’Arsenal (ha il contratto in scadenza la prossima estate), uniti alla scelta dell’azienda di abbigliamento e articoli sportivi di legare il proprio nome a star emergenti (e dal passato meno ingombrante) come Callum Hudson-Odoi del Chelsea. da https://www.corriere.it/